Come orientarsi nel mondo del lavoro?

Roberta De Cesare/ Maggio 29, 2020/ Blog news/ 0 comments

Le sfide del mercato globale e ipertecnologico in cui siamo chiamati a vivere sono così tante e in continuo cambiamento che è necessario avere una bussola efficace con cui orientarsi e mantenere la rotta anche quando le onde del cambiamento diventano tumultuose.

In questo articolo vediamo quindi di capire cos’è veramente l’orientamento al lavoro oggi, quali sono le tecniche per l’orientamento professionale e perché non puoi pensare di procedere nella tua carriera senza sviluppare una capacità di lettura del mercato e del contesto.

Orientamento al lavoro: cos’è?

L’orientamento professionale, prendendo in prestito la definizione di Glossario Italia Lavoro è un insieme di attività con l’obiettivo di favorire le scelte formative e professionali che le persone compiono durante la vita, mettendole in condizione di prendere consapevolezza della realtà economica, sociale ed economica del contesto in cui vivono.

Si rivolge a giovani nel passaggio dalla scuola al lavoro, adulti che si trovano in situazioni di transizione (ad esempio nella fase di cambiamento di lavoro o ricollocazione) e serve a fornirgli la capacità di collegare le proprie competenze e aspettative alla realtà del mondo del lavoro e delle professioni.

Orientare significa consentire all’individuo di prendere coscienza di sé, della realtà occupazionale e del proprio bagaglio di conoscenze e competenze, per poter individuare autonomamente le scelte in maniera efficace e congruente.

Purtroppo, però, nel modo tradizionale di vedere l’orientamento professionale si finisce per cercare di capire in quale prossima “scatola” lavorativa puoi essere inserito in modo da produrre reddito, sulla base di una valutazione delle tue preparazioni personali e scolastiche.

Nella mia visione personale invece, l’orientamento al lavoro dovrebbe essere più un “piano a lungo termine di auto realizzazione”. In quest’ottica significa trovare il modo di allineare la tua vera natura, i tuoi unici talenti e propensioni, con le richieste del mercato.

Ma se fino a qualche anno fa il mercato aveva piuttosto chiaro ciò di cui aveva bisogno, oggi molto spesso gli stessi datori di lavoro non sanno sempre con esattezza di quali figure professionali necessitano.

Questa può essere una grossa limitazione, soprattutto quando ad un colloquio ti trovi ad essere intervistato da qualcuno che magari ha una conoscenza generica e approssimativa del processo per cui ti sta selezionando.

Del resto, come in ogni cosa, c’è anche un secondo lato della medaglia: se impari ad analizzare il mercato in modo proattivo e creativo, puoi identificare bisogni latenti a cui tu puoi trovare una risposta innovativa, ritagliandoti così opportunità di lavoro preziose.

Tecniche per l’orientamento professionale: il bilancio di competenze

Ognuno di noi è più o meno convinto di conoscersi perfettamente!

In effetti sappiamo tutto dei nostri difetti, delle nostre abitudini e dei nostri gusti più frequenti. Ma, come sperimenta chiunque scelga di mettersi alla prova con un percorso strutturato di auto indagine, sono tantissime le sfaccettature di noi stessi che sottostimiamo, dimentichiamo o non consideriamo.

Ecco perché fare un’analisi delle tue conoscenze, delle tue competenze trasversali o soft skills, delle tue abilità professionali e delle tue attitudini e propensioni è una delle fasi indispensabili in qualunque percorso strutturato di carriera

è proprio la fase di analisi iniziale delle tue competenze. Il bilancio di competenze è lo strumento più comunemente diffuso – anche se non l’unico – per fare questa ricognizione.

Ma ti chiedo: quanto probabile è che tu riesca a pensare qualcosa che non sai che esiste?

Anche dopo un’attenta analisi e presa di coscienza delle tue caratteristiche personali e attitudini, nel momento in cui cominci a guardare alle opzioni lavorative possibili, finisci per forza di cose a guardare il mondo solo sulla base di quello che conosci e che sai esistere.

Secondo un’interessante statistica ISTAT, il numero di professioni normalmente conosciute dalle persone si aggira attorno alle 200. Il numero però di professioni censite dall’ISTAT è di ben 6.000! E questa statistica non tiene in conto di moltissime delle nuove professioni digitali o tecnologiche che continuano a spuntare fuori come funghi.

Capisci quindi che se anche arrivi a conoscere perfettamente chi sei e cosa ti piace sulla base di una serie di test e un lavoro sul bilancio delle tue competenze, ma non conosci le dinamiche del nuovo mercato 4.0 con le sue diverse esigenze di professionalità, come puoi progettare una nuova vita professionale?

Il problema è che molto spesso anche il tecnico che ti supporta nel bilancio delle competenze ha lo stesso tuo problema: conosce le dinamiche di auto indagine e le tecniche per l’orientamento professionale ma non conosce il mercato perché a sua volta non lo vive dal punto di vista delle dinamiche aziendali e delle criticità quotidiane che un’azienda incontra in questo nuovo mercato del lavoro.

Non è quindi in grado a sua volta di proporti valide alternative o metodi concreti con cui esplorare le opportunità non tradizionali e fuori dall’ordinario.

Ecco perché è così importante, per riuscire ad affrontare in modo competitivo il mondo del lavoro di oggi, che tu sviluppi anche una capacità di guardare al mercato alla ricerca di altri lavori che non conosci o di altre problematiche che il mercato ha, per poterti proporre come la soluzione giusta al momento giusto.

In ogni caso, quello che più importa è che tu abbia compreso l’importanza di indagare tanto DENTRO quanto FUORI di te. Solo così puoi riuscire ad orientarti nel mondo del lavoro di oggi, che così tanto è diverso da quello di meno di una generazione fa!

Quindi, se cerchi aiuto per prendere la miglior decisione per te, se hai qualsiasi minimo dubbio o quesito, approfitta e parla subito con noi!

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